I test genetici oncologici permettono di identificare mutazioni germinali o somatiche associate a un rischio elevato di sviluppare tumori ereditari. Attraverso la medicina di precisione è possibile definire un profilo di rischio personalizzato e impostare strategie di prevenzione e screening su misura.
La genetica oncologica studia le varianti ereditarie del DNA che aumentano la predisposizione ai tumori. Circa il 5–10% dei tumori ha un’origine ereditaria. Identificare precocemente queste alterazioni consente di pianificare screening anticipati e adottare strategie personalizzate.
I test sono consigliati in presenza di:
Tumori insorti precocemente, multipli o ripetuti nella stessa linea familiare.
BRCA, Lynch, melanoma familiare e altri.
La presenza di mutazioni può guidare scelte terapeutiche mirate.
| Tumore | Mutazioni principali | Rischio stimato |
|---|---|---|
| Seno e ovaio | BRCA1, BRCA2 | 60% seno, 40% ovaio |
| Colon-retto (Sindrome di Lynch) | MLH1, MSH2, MSH6, PMS2 | Rischio elevato |
| Prostata | BRCA2, HOXB13 | Aumentato |
| Melanoma familiare | CDKN2A, CDK4 | Alto rischio |
| Pancreas | BRCA2, STK11, CDKN2A | Associato a forme ereditarie |
| Malattie mieloproliferative | JAK2, CALR, MPL | Aumento rischio ematologico |
Le analisi vengono eseguite con tecnologia NGS (Next Generation Sequencing), che garantisce elevata accuratezza, capacità di rilevare varianti rare e referti conformi alle linee guida ACMG.
Sì, le analisi NGS garantiscono elevata accuratezza e seguono gli standard ACMG.
No, ma indica un rischio superiore alla media. La prevenzione permette diagnosi precoce ed efficacia terapeutica.
Sì. I test sono utili soprattutto in prevenzione e in caso di storia familiare significativa.
Non sempre. La consulenza genetica è comunque consigliata prima e dopo l’esame.
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