Test microbiota 16S rRNA — informazioni e modalità di richiesta
Microbiota Intestinale: Cos'è, Funzioni e Come Mantenerlo Sano
Che cos'è il microbiota intestinale, quali funzioni svolge e cosa può realmente mostrare un test delle feci con sequenziamento 16S rRNA. Una guida per pazienti e professionisti, con limiti clinici e fonti scientifiche.
Il microbiota intestinale è l'insieme di batteri, archei, virus e altri microrganismi che vivono nel tratto digerente. Contribuisce alla fermentazione delle fibre, alla produzione di metaboliti (es. SCFA) e all'interazione con il sistema immunitario. La sua composizione varia tra individui e nel tempo; le alterazioni sono descritte come disbiosi, un concetto descrittivo e non una diagnosi. Il test del microbiota 16S rRNA analizza un marcatore genetico batterico e archeale su un campione fecale, con finalità informative e di supporto clinico.
Le alterazioni della comunità microbica sono spesso descritte come disbiosi. Il termine non equivale a una diagnosi specifica: gonfiore, diarrea, stipsi e dolore addominale richiedono una valutazione delle possibili cause, indipendentemente da un test del microbiota.
L'analisi fecale con 16S rRNA descrive soprattutto la componente batterica e archeale rilevabile con il protocollo adottato. Non misura direttamente la permeabilità intestinale, non identifica in modo affidabile tutti i patogeni e non determina da sola una terapia personalizzata.
Cos'è il microbiota intestinale e quali funzioni svolge
Il microbiota intestinale è l'insieme dei microrganismi (batteri, archei, virus, funghi) che colonizzano il tratto gastrointestinale. Svolge funzioni metaboliche (fermentazione di fibre, produzione di SCFA), immunologiche (maturazione del sistema immunitario) e di barriera (competizione con i patogeni).
Il microbiota intestinale comprende batteri, archei, virus e altri microrganismi che vivono nel tratto digerente. Contribuisce alla fermentazione delle fibre, alla produzione di metaboliti e all'interazione con il sistema immunitario. La sua composizione varia tra individui e nel tempo.
La ricerca degli ultimi anni ha evidenziato il ruolo del microbiota in numerose funzioni fisiologiche: dalla produzione di vitamine (es. vitamina K, alcune del gruppo B) alla regolazione dell'immunità innata e adattativa, fino alla modulazione dell'asse intestino-cervello. Per approfondire, consulta la nostra guida al microbiota: dalla disbiosi al riequilibrio.
Come si analizza il microbiota intestinale?
L'analisi del microbiota si esegue su un campione fecale e utilizza tecniche di sequenziamento del DNA, come il 16S rRNA o la metagenomica shotgun. Il test descrive la composizione batterica e la biodiversità, ma non diagnostica da solo malattie e va sempre interpretato da un professionista sanitario.
Per approfondire come funziona il test NGS 16S rRNA di Allergoline, cosa rileva e cosa non rileva, consulta la pagina dedicata al test del microbiota.
Cosa rileva (e cosa non rileva) il test
Il test descrive la componente batterica e archeale rilevabile con il protocollo 16S. Non caratterizza in modo completo virus, funghi e protozoi. Non distingue microrganismi vivi da quelli non vitali. Non sostituisce la diagnostica microbiologica mirata (es. coprocoltura, PCR patogeno-specifica).
Come si analizza il microbiota: 16S rRNA e metagenomica
L'analisi del microbiota intestinale è un esame di laboratorio che descrive la composizione del microbiota a partire da un campione di feci. È uno strumento informativo che va integrato con la valutazione clinica del medico.
16S rRNA vs metagenomica shotgun
| Caratteristica | 16S rRNA | Metagenomica Shotgun |
|---|---|---|
| Target | Gene ribosomiale batterico | DNA complessivo (batteri, virus, funghi, archei) |
| Risoluzione | Genere (a volte specie) | Specie e ceppo |
| Informazioni funzionali | Limitate (predizione) | Potenziale funzionale diretto |
| Costo | Inferiore | Superiore |
Per un'analisi del microbiota più approfondita, l'analisi metagenomica del microbiota (metagenomica shotgun) consente di ottenere informazioni a livello di specie e di potenziale funzionale, utile in ambito di ricerca e in contesti clinici specialistici in cui sia necessaria una caratterizzazione più dettagliata.
Cosa può e cosa non può fare il test
Il sequenziamento 16S descrive principalmente comunità batteriche e archeali, con risoluzione dipendente da regione sequenziata, database e pipeline. Non diagnostica da solo malattie, SIBO, permeabilità intestinale o infezioni specifiche. Calprotectina e altri esami rispondono a domande cliniche diverse e non misurano direttamente la permeabilità.
Sintomi di disbiosi: quando sospettarla
La disbiosi intestinale può manifestarsi con sintomi molto variabili, non sempre riconducibili immediatamente a un problema intestinale.
🔹 Sintomi gastrointestinali
- Gonfiore addominale e meteorismo: i batteri intestinali alterati fermentano in modo anomalo i residui alimentari, generando eccesso di gas.
- Alterazioni dell'alvo: stipsi, diarrea o alternanza.
- Dolore addominale e crampi.
- Difficoltà digestive: nausea, pesantezza postprandiale, eruttazioni frequenti.
🔹 Sintomi extraintestinali
- Stanchezza cronica e mancanza di energia
- Difficoltà di concentrazione (brain fog)
- Cefalee o emicranie ricorrenti
- Alterazioni dell'umore (irritabilità, ansia, lieve depressione)
- Disturbi del sonno
- Problemi cutanei (acne, dermatiti, eczema)
- Alitosi persistente
- Infezioni ricorrenti (candidosi, cistiti)
🔹 Intolleranze alimentari e disbiosi
Un microbiota alterato può aumentare la permeabilità intestinale, favorendo lo sviluppo di intolleranze o reazioni infiammatorie a cibi prima ben tollerati. Per i pazienti che presentano sintomi post-prandiali sovrapponibili, può essere utile valutare anche il test genetico per l'intolleranza all'istamina o il test per la celiachia.
Eubiosi e disbiosi: l'equilibrio del microbiota
L'eubiosi è la condizione di equilibrio dinamico in cui la comunità microbica intestinale è diversificata, stabile e funzionalmente efficiente. La disbiosi è l'alterazione di questo equilibrio, non una malattia specifica ma un quadro descrittivo che richiede contestualizzazione clinica.
Se la disbiosi è l'alterazione del microbiota, l'eubiosi è la condizione di equilibrio ottimale. Il termine deriva dal greco eu (buono) e bios (vita), e indica uno stato in cui la comunità microbica intestinale è diversificata, stabile e funzionalmente efficiente.
Funzioni del microbiota intestinale
In condizioni di eubiosi, il microbiota intestinale svolge funzioni essenziali per la salute dell'ospite:
- Mantiene l'integrità della barriera intestinale, impedendo il passaggio di sostanze indesiderate nel circolo sanguigno;
- Produce metaboliti benefici, come gli acidi grassi a catena corta (SCFA), che nutrono le cellule del colon e modulano l'infiammazione;
- Compete con i patogeni, occupando le nicchie ecologiche e impedendo ai batteri dannosi di colonizzare l'intestino;
- Educa il sistema immunitario a distinguere tra antigeni innocui e minacce reali, promuovendo la tolleranza immunitaria;
- Sintetizza vitamine essenziali, come la vitamina K e alcune del gruppo B;
- Partecipa al metabolismo degli acidi biliari, dei farmaci e dei composti alimentari.
📌 Concetto chiave
L'eubiosi non è uno stato statico, ma un equilibrio dinamico. Il microbiota cambia continuamente in risposta a dieta, stress, farmaci e fattori ambientali. Mantenere l'eubiosi significa supportare questa capacità di adattamento, non cercare una "composizione perfetta" uguale per tutti.
Eubiosi vs Disbiosi: le differenze
| Caratteristica | Eubiosi | Disbiosi |
|---|---|---|
| Biodiversità | Elevata (indice di Shannon 2,5-4,0) | Ridotta |
| Specie dominanti | Produttori di SCFA (Faecalibacterium, Roseburia, Bifidobacterium) | Aumento di specie pro-infiammatorie (Enterobacteriaceae, Clostridia) |
| Barriera intestinale | Integra e funzionante | Compromessa (leaky gut) |
| Infiammazione | Bassa, controllata | Cronica di basso grado |
| Sintomi | Assenti o minimi | Gonfiore, stanchezza, alvo irregolare, brain fog |
Come mantenere l'eubiosi intestinale
- Dieta ricca di fibre e polifenoli (modello mediterraneo): frutta, verdura, legumi, cereali integrali, olio EVO, frutti di bosco. Le fibre nutrono i batteri produttori di SCFA.
- Alimenti fermentati: yogurt, kefir, crauti, kimchi. Contengono batteri vivi che arricchiscono la diversità microbica.
- Attività fisica regolare: l'esercizio moderato aumenta la diversità microbica e riduce l'infiammazione.
- Gestione dello stress: lo stress cronico altera l'asse intestino-cervello e riduce la diversità microbica.
- Uso prudente degli antibiotici: ogni ciclo antibiotico riduce la biodiversità per settimane o mesi.
- Sonno regolare: la privazione di sonno è associata a un microbiota meno diversificato.
Cause della disbiosi intestinale: i fattori che alterano il microbiota
Il microbiota intestinale è un ecosistema dinamico, continuamente influenzato da fattori interni ed esterni. La disbiosi non è quasi mai il risultato di una singola causa, ma di un insieme di fattori che, sommandosi, compromettono l'equilibrio della comunità microbica.
Fattori che alterano il microbiota intestinale
- Alimentazione squilibrata: dieta ricca di zuccheri, grassi saturi e alimenti ultra-processati, povera di fibre e polifenoli
- Uso ripetuto di antibiotici: ogni ciclo riduce la biodiversità per settimane o mesi e compromette la colonization resistance
- Farmaci: inibitori di pompa protonica, FANS, oppioidi, metformina e altri principi attivi con impatto documentato sul microbiota
- Stress cronico: altera l'asse intestino-cervello, la permeabilità intestinale e la composizione microbica
- Privazione di sonno e ritmi circadiani alterati
- Infezioni gastrointestinali ricorrenti
- Parto cesareo e mancato allattamento al seno (nei primi 1000 giorni di vita)
- Sedentarietà
- Consumo di alcol
- Età avanzata e modificazioni ormonali
📌 Concetto chiave
La disbiosi intestinale è spesso multifattoriale. Identificare i fattori che contribuiscono a un quadro disbiotico è il primo passo per un intervento mirato: non solo integrare probiotici, ma rimuovere le cause che perpetuano l'alterazione. Per un approfondimento, consulta la nostra guida al microbiota: dalla disbiosi al riequilibrio.
Composizione del microbiota: come si forma e come cambia
La composizione del microbiota non è uguale per tutti: si plasma in funzione dello stile di vita, dell'alimentazione e delle esperienze dei primi anni di vita.
Phyla, generi e specie
La composizione del microbiota è dominata da due phyla principali, Firmicutes e Bacteroidetes, che insieme rappresentano circa il 90% della comunità batterica totale. A questi si aggiungono Actinobacteria, Proteobacteria, Verrucomicrobia e altri phyla minori.
Enterotipi: tre modelli di comunità microbica
La comunità microbica può essere classificata in tre enterotipi principali, definiti dalla dominanza di specifici generi batterici. Questa classificazione, descritta per la prima volta nel progetto MetaHIT su popolazioni europee, americane e giapponesi, sembra indipendente da sesso, età, nazionalità o indice di massa corporea [SciELO España].
| Enterotipo | Genere dominante | Associazione dietetica | Implicazioni |
|---|---|---|---|
| Tipo 1 | Bacteroides | Dieta ricca di proteine e grassi animali | Più comune nelle popolazioni occidentali |
| Tipo 2 | Prevotella | Dieta ricca di carboidrati e fibre | Più comune nelle società rurali |
| Tipo 3 | Ruminococcus | Dieta molto varia e ricca di fibre | Associato a maggiore biodiversità |
La ricerca recente suggerisce che gli enterotipi non siano categorie rigide, ma piuttosto un continuum con parziale sovrapposizione tra i gruppi. La dieta a lungo termine gioca un ruolo chiave nel modulare l'appartenenza a un enterotipo piuttosto che a un altro [PubMed: 23295690].
Microbiota intestinale e sistema immunitario: un dialogo costante
Il microbiota interagisce con il sistema immunitario intestinale (GALT) e contribuisce alla maturazione dei linfociti T regolatori, alla produzione di metaboliti immunomodulatori (SCFA) e al mantenimento della barriera intestinale. Le stime sulla percentuale di cellule immunitarie nel GALT variano tra fonti e non descrivono adeguatamente la complessa distribuzione.
Il microbiota interagisce con il sistema immunitario intestinale, contribuendo alla maturazione immunitaria e alla protezione della barriera. Le stime semplicistiche sulla percentuale totale di cellule immunitarie localizzate nell'intestino non descrivono adeguatamente questa complessa distribuzione.
Come il microbiota modula l'immunità
- Educazione del sistema immunitario: il microbiota stimola la maturazione dei linfociti T regolatori (Treg), promuovendo la tolleranza verso antigeni innocui
- Produzione di metaboliti immunomodulatori: gli SCFA (in particolare il butirrato) inducono differenziazione dei Treg e riducono l'infiammazione
- Competizione con i patogeni: occupazione delle nicchie ecologiche e produzione di batteriocine
- Integrità della barriera intestinale: mantenimento delle tight junction e della produzione di muco
- Modulazione delle risposte allergiche e autoimmuni
Un microbiota diversificato è associato a una risposta immunitaria equilibrata; al contrario, la disbiosi favorisce uno stato infiammatorio cronico di basso grado che contribuisce a numerose patologie. Per approfondire, consulta la nostra pagina dedicata alla disbiosi e infiammazione sistemica.
Farmaci e microbiota: un'interazione bidirezionale
Il rapporto tra farmaci e microbiota intestinale è complesso e bidirezionale: i farmaci modificano la composizione e la funzione del microbiota, e il microbiota a sua volta metabolizza i farmaci, influenzandone efficacia e tossicità, come documentato nella review del Policlinico Gemelli.
FANS e inibitori di pompa protonica
I FANS non hanno un "effetto di classe": diverse molecole producono modificazioni differenti del microbiota. L'associazione tra SIBO e danno intestinale da FANS è documentata, con una prevalenza del 59% nei pazienti con lesioni severe rispetto al 24% nei pazienti senza lesioni.
Oppioidi e stipsi da oppioidi (OIC)
La stipsi indotta da oppioidi non è solo una conseguenza della ridotta motilità intestinale: include disbiosi, alterazione della barriera intestinale e traslocazione batterica.
Antibiotici e recupero incompleto
Dopo la sospensione di un ciclo antibiotico, il recupero del microbiota può essere incompleto e alcuni cambiamenti possono persistere nel tempo. La colonization resistance può essere compromessa, facilitando infezioni da Clostridioides difficile.
Il microbiota come organo metabolicamente attivo
Gli enzimi batterici trasformano alcuni farmaci (es. sulfasalazina, picosolfato), determinando variabilità interindividuale nella risposta farmacologica. Questo apre prospettive per una farmacogenomica microbica che integri il profilo microbico del paziente nella scelta terapeutica.
La diagnosi di disbiosi: stato dell'arte e prospettive
Non esiste un test universalmente validato per diagnosticare la disbiosi nella pratica clinica. Framework compositi (es. Microbial Dysbiosis Index) sono promettenti ma non ancora di routine. Le analisi del microbiota sono descrittive e richiedono interpretazione clinica.
Il documento di consenso internazionale coordinato dal Policlinico Gemelli e pubblicato su Lancet Gastroenterology & Hepatology (2024) ha evidenziato che i tempi non sono ancora maturi per un uso ampio e indiscriminato dell'analisi del microbiota nella pratica clinica al di fuori dei centri specializzati, sottolineando la necessità di standardizzazione, formazione medica e studi di intervento mirati, come riportato nel comunicato del Policlinico Gemelli.
Tuttavia, la ricerca recente mostra che la disbiosi non è un concetto puramente teorico. Framework diagnostici compositi, basati su pannelli fissi di marker microbici e metriche di distanza, hanno dimostrato di poter identificare la disbiosi in modo riproducibile e indipendente dall'area geografica: uno studio pubblicato su Gut Microbes (2026) ha riportato una specificità del 93,6% e un valore predittivo positivo del 90,2% per la disbiosi severa in coorti multinazionali, come documentato in Hiseni et al., Gut Microbes, 2026.
In contesti clinici specifici, indici come il Microbial Dysbiosis Index (MDI) sono stati correlati con la severità e l'attività della malattia infiammatoria intestinale pediatrica, come riportato in Toto et al., Int J Mol Sci, 2024.
Il punto chiave
La comunità scientifica concorda sul fatto che la disbiosi esista e possa essere misurata, ma non esiste ancora un consenso universale su come misurarla. La ricerca sta muovendosi verso framework compositi e geography-independent, ma l'implementazione clinica di routine richiede ancora passi avanti su standardizzazione, formazione e validazione prospettica. Per un approfondimento, consulta la nostra guida al microbiota: dalla disbiosi al riequilibrio.
Valori di riferimento e interpretazione del referto
Non esiste un unico "valore normale" universale: la composizione del microbiota varia in base a età, sesso, BMI, dieta, area geografica e metodica analitica utilizzata.
⚠️ Nota metodologica importante
I valori di riferimento riportati in questa sezione sono indicativi e basati su studi di popolazione. I range possono variare in base a: regione ipervariabile del gene 16S sequenziata (V3-V4, V1-V2, V4), pipeline bioinformatica (QIIME2, DADA2, Mothur), database di riferimento (SILVA, Greengenes, NCBI) e coorte di popolazione. Confrontare sempre i risultati con i valori di riferimento del laboratorio che ha eseguito l'analisi.
Perché non esistono soglie universali
I valori di riferimento del microbiota dipendono da fattori tecnici (regione sequenziata, database, pipeline) e biologici (età, dieta, geografia, farmaci). Un valore "normale" in una coorte italiana giovane può non esserlo in un'anziana o in una popolazione rurale. Per questo ogni laboratorio costruisce i propri range, e il confronto tra referti di laboratori diversi non è sempre affidabile.
Indici di biodiversità
L'Alpha Diversity misura la diversità microbica all'interno di un singolo campione (es. indice di Shannon). La Beta Diversity misura la differenza tra campioni di individui diversi. Entrambi gli indici sono riportati nel referto del test NGS.
Gli indici di diversità, incluso Shannon, dipendono dal metodo e dalla coorte di riferimento: non esiste un intervallo universale che distingua da solo un microbiota sano da uno patologico.
Fac-simile del referto di analisi del microbiota
Probiotici e prebiotici: cosa sono e quando servono
La disbiosi intestinale può essere corretta mediante modifiche dello stile di vita e delle abitudini alimentari, ma anche l'assunzione di probiotici può essere utile in specifici contesti clinici.
I probiotici sono microrganismi vivi che, se assunti in quantità adeguate, conferiscono un beneficio alla salute dell'ospite. Tuttavia, non tutti i probiotici sono uguali: l'efficacia è ceppo-specifica e dipende dal contesto clinico. Uno studio recente ha dimostrato che ceppi diversi della stessa specie possono avere effetti metabolici distinti, con implicazioni terapeutiche specifiche [PubMed: 40982190].
I prebiotici (come l'inulina, i frutto-oligosaccaridi e i galatto-oligosaccaridi) sono invece fibre non digeribili che rappresentano l'alimento dei batteri benefici. Nutrono i microrganismi che già vivono nell'intestino, favorendone la funzionalità.
📌 Nota pratica
Il test descrive alcuni aspetti della comunità microbica, ma non esistono prove sufficienti per scegliere sistematicamente un probiotico in base al solo profilo 16S. La scelta di eventuali interventi dipende dal quadro clinico e dalle evidenze per la specifica indicazione.
Cosa mangiare per un microbiota sano
L'alimentazione è uno dei principali strumenti per ripristinare l'equilibrio del microbiota intestinale. Insieme all'attività fisica e a uno stile di vita regolare, la dieta può influenzare la salute del sistema immunitario e lo stato di salute generale di ogni individuo.
✅ Alimenti da privilegiare
- Fibre prebiotiche: legumi, avena, carciofi, topinambur, aglio, cipolla
- Alimenti fermentati: yogurt, kefir, crauti, kimchi, miso
- Polifenoli: frutti di bosco, tè verde, cacao, olio extravergine d'oliva
- Grassi sani: pesce azzurro, frutta secca, semi di lino
- Cereali integrali: farro, orzo, quinoa, riso integrale
❌ Alimenti da limitare
- Zuccheri semplici: dolci, bibite zuccherate, succhi industriali
- Farine raffinate: pane bianco, pasta bianca, prodotti da forno industriali
- Grassi trans: margarine, snack confezionati
- Carne rossa e lavorata: insaccati, salumi, carni processate
- Alcol: impatto negativo sulla barriera intestinale
Dieta mediterranea e microbiota intestinale
La dieta mediterranea è associata a una maggiore diversità microbica e a una maggiore abbondanza di batteri produttori di SCFA (Faecalibacterium, Roseburia, Bifidobacterium). Le sue caratteristiche — alto consumo di fibre, polifenoli, grassi monoinsaturi e pesce, basso consumo di carni rosse e alimenti ultra-processati — la rendono uno dei modelli alimentari più efficaci per supportare l'eubiosi intestinale, con benefici documentati anche sulla biodiversità a lungo termine.
Per approfondire, consulta la nostra pagina sul butirrato e la guida sull'intestino permeabile.
Come prendersi cura del microbiota intestinale: strategie integrate
Prendersi cura del microbiota significa adottare un insieme di strategie sostenibili: dieta mediterranea ricca di fibre e polifenoli, alimenti fermentati, attività fisica regolare, sonno adeguato, gestione dello stress, uso prudente degli antibiotici e integrazione mirata (probiotici ceppo-specifici, prebiotici) quando indicata.
1. Alimentazione
- Dieta mediterranea come modello di riferimento
- Fibre e polifenoli ad ampio spettro (30+ vegetali diversi a settimana è un obiettivo ragionevole)
- Alimenti fermentati quotidianamente
- Limitare zuccheri semplici, ultra-processati, farine raffinate, alcol
2. Stile di vita
- Attività fisica regolare
- Sonno adeguato e ritmi regolari
- Gestione dello stress
- Riduzione di alcol e fumo
3. Riduzione dei fattori di rischio
- Uso prudente degli antibiotici
- Rivalutazione periodica dei farmaci con il proprio medico
- Attenzione agli alimenti ultra-processati
📌 Tempi di recupero
I primi cambiamenti nella composizione microbica si osservano già dopo 3-7 giorni di modifica alimentare significativa. Un riequilibrio più profondo e stabile della mucosa intestinale richiede invece 2-3 mesi di intervento integrato.
Implicazioni per la pratica clinica
- Il test descrive, non diagnostica in modo autonomo: la composizione del microbiota va contestualizzata con sintomi, storia clinica e altri esami.
- La variabilità individuale è elevata: non esiste un "microbiota sano" universale. Età, dieta, geografia e fattori genetici influenzano la composizione.
- Le soglie di riferimento sono metodica-dipendenti: regione ipervariabile del 16S, pipeline bioinformatica e database influenzano i risultati.
- L'interpretazione richiede competenza specialistica: il referto va letto da un professionista con formazione in microbiologia o gastroenterologia.
- La diagnosi di disbiosi non è ancora standardizzata: i framework compositi (es. MDI) sono promettenti ma non ancora di routine.
- La terapia è multimodale: dieta, probiotici ceppo-specifici, prebiotici, gestione dello stress e del sonno. Non esiste "la pillola del microbiota".
Domande frequenti
Quali sono i sintomi della disbiosi intestinale?
Quanto costa il test del microbiota intestinale?
Come si analizza il microbiota intestinale?
La disbiosi intestinale può essere diagnosticata con un test del microbiota?
Qual è la differenza tra 16S rRNA e metagenomica shotgun?
Qual è la differenza tra vecchi test colturali e NGS 16S?
I fermenti lattici da banco sono sempre utili?
Il test del microbiota può diagnosticare malattie?
Quali sono le cause della disbiosi intestinale?
Come posso riequilibrare il microbiota intestinale?
Il test del microbiota richiede una dieta particolare prima di farlo?
Serve la prescrizione medica per il test del microbiota?
Approfondimenti correlati
Per completare il quadro sul microbiota intestinale, consulta le nostre risorse dedicate:
- Disbiosi intestinale e infiammazione sistemica: meccanismi e conseguenze
- Acidi grassi a catena corta (SCFA): funzioni e ruolo nel metabolismo
- Butirrato: benefici, alimenti e integrazione
- Intestino permeabile: sintomi, cause e strategie
- Microbiota e longevità: cosa dice la ricerca
- Guida al microbiota: dalla disbiosi al riequilibrio
- Brain fog e microbiota: il legame con l'infiammazione
- Intestino e umore: l'asse intestino-cervello
- Sensibilità all'istamina: sintomi e test genetico
- Predisposizione genetica alla celiachia
- Test del microbiota NGS: come funziona e a chi è rivolto
Vuoi analizzare il tuo microbiota?
Il test NGS 16S rRNA di Allergoline ti fornisce un quadro descrittivo del tuo ecosistema intestinale, da interpretare con uno specialista. Kit a domicilio, spedizione inclusa, referto firmato da biologo molecolare.
Il test del microbiota è uno strumento informativo e non diagnostico. I risultati vanno interpretati da un medico nel contesto clinico.
Riferimenti bibliografici
🩺 Documenti di Consenso e Linee Guida Internazionali
- Porcari S, et al. International consensus statement on microbiome testing in clinical practice. Lancet Gastroenterology & Hepatology. 2025. DOI: 10.1016/S2468-1253(24)00311-X.
- Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. Microbiota intestinale: un documento di consenso mette ordine nei test diagnostici. 2024. policlinicogemelli.it
- Human Microbiome Action. The Future of Microbiome-Based Biomarkers. The Lancet Microbe. 2024. humanmicrobiomeaction.eu
- Cammarota G, et al. International consensus conference on stool banking for faecal microbiota transplantation in clinical practice. Gut. 2019. PMID: 31563876
🔬 Studi Fondamentali sul Microbiota Umano
- The Human Microbiome Project Consortium. A framework for human microbiome research. Nature. 2012. PMID: 22699610
- The Human Microbiome Project Consortium. Structure, function and diversity of the healthy human microbiome. Nature. 2012. PMID: 22699609
- Sisti D, et al. A proposal for the reference intervals of the Italian microbiota scaffold in healthy adults. Scientific Reports. 2022. PMID: 35194143
- Almonacid DE, et al. 16S rRNA gene sequencing and healthy reference ranges for 28 clinically relevant microbial taxa from the human gut microbiome. PLoS ONE. 2017. PMID: 28453501
- Arumugam M, et al. Enterotypes of the human gut microbiome. Nature. 2011. PMID: 21508958
📖 Review e Studi Recenti (2024-2026)
- Schoultz I, et al. Gut microbiota development across the lifespan. Journal of Internal Medicine. 2025. PMID: 40270478
- Mogoş GFR, et al. Intestinal Microbiota in Early Life. Nutrients. 2025. PMID: 40647176
- Protachevicz APR, et al. The microbiota-epigenome axis in healthy longevity. Biogerontology. 2026. PMID: 41498848
- Almatrafi R, et al. Gut microbiome and healthy ageing: a systematic review. Microbiology. 2026. PMID: 42832270
- Hiseni P, et al. Towards standardized gut microbiota diagnostics. Gut Microbes. 2026. PMID: 42438061
- Toto F, et al. A Novel Microbial Dysbiosis Index. Int J Mol Sci. 2024. PMID: 39273567
- Corral López R, et al. Imbalance in gut microbial interactions as a marker of health and disease. Science. 2026. PMID: 41747050
- Ribeiro-Mourão F, et al. Intervention(s) in the Early-Life Period to Modulate IBD Risk. Inflamm Bowel Dis. 2025. PMID: 41078161
- Fallani M, et al. Intestinal microbiota of 6-week-old infants across Europe. J Pediatr Gastroenterol Nutr. 2010. PMID: 20479681
- Eck A, et al. Neonatal microbiota development and the effect of early life antibiotics. PLoS One. 2020. PMID: 32023276
- Yoon SJ, et al. Probiotic-Derived Strain-Specific Metabolites Ameliorate MASLD. Probiotics Antimicrob Proteins. 2026. PMID: 40982190
- Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita (CNBBSV). Implementation Action Plan (2020-2025) for the Italian Microbiome Initiative. Presidenza del Consiglio dei Ministri. 2020.
🧠 Asse Intestino-Cervello e Salute Mentale
- Cryan JF, et al. The Microbiota-Gut-Brain Axis. Physiological Reviews. 2019. PMID: 31460832
- Valles-Colomer M, et al. The neuroactive potential of the human gut microbiota in quality of life and depression. Nature Microbiology. 2019. PMID: 30718848
- Liu L, et al. Gut microbiota and its metabolites in depression: from pathogenesis to treatment. eBioMedicine. 2023. PMID: 36917932
🎗️ Microbiota, Oncologia e Trapianto Fecale
- Routy B, et al. Gut microbiome influences efficacy of PD-1-based immunotherapy against epithelial tumors. Science. 2018. PMID: 29097494
- van Nood E, et al. Duodenal infusion of donor feces for recurrent Clostridium difficile. New England Journal of Medicine. 2013. PMID: 23323867
🌍 Microbiota, Dieta e Salute Planetaria
- Singh RK, et al. Influence of diet on the gut microbiome and implications for human health. Journal of Translational Medicine. 2017. PMID: 28388917
- Willett W, et al. Food in the Anthropocene: the EAT–Lancet Commission on healthy diets from sustainable food systems. The Lancet. 2019. PMID: 30660336

