Nutritext-intolleranze

SENSIBILITA’ AL NICHEL

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POLIMORFISMI ANALIZZATI

  • TNF-alfa

TNF-α è una citochina con azione pro-infiammatoria ed è coinvolta nell’infiammazione sistemica, promuove l’aterogenesi e il danno vascolare. Ha un ruolo centrale nelle malattie infiammatorie croniche.  A livello cutaneo il TNF-α è coinvolto in reazioni immunitarie ma anche in molti altri processi infiammatori. Il polimorfismo a carico del gene TNF-α è associato ad un’aumentata produzione di questa citochina e ad un rischio elevato di sensibilizzazione a composti chimici che spesso causano dermatiti allergiche da contatto, come il nichel o la para-fenilendiammina (PPD).

  • CLDN-1

La sensibilizzazione da contatto è frequente nella popolazione generale e insorge dall’eccessiva o ripetuta esposizione della pelle a sostanze chimiche e metalli. Polimorfismi nel gene CLDN1 che codifica per la proteina claudina 1, sono associati a una maggiore sensibilizzazione da contatto a composti organici e dermatite da contatto da nichel.

Il Test

Diversi lavori scientifici hanno evidenziato un’associazione tra polimorfismi genetici (SNPs) e la sensibilità al nichel. Il pannello indaga una variante del gene TNFα e una del gene CLDN1 correlate ad una maggiore sensibilizzazione da contatto a composti organici e dermatite da contatto da nichel. Grazie ai risultati allo screening genetico sarà possibile individuare precocemente soggetti geneticamente predisposti e mettere in atto strategie mirate, in particolar modo in soggetti con una elevata sensibilità cutanea e che presentano sintomi correlabili all’intolleranza al nichel.

Perchè farlo?

Il nichel è un metallo ubiquitario: piccole quantità si trovano nell’acqua, nel suolo, nell’aria e nel cibo. L’alimentazione è una delle principali vie di esposizione al nichel. Il nichel può entrare nella catena alimentare attraverso diversi percorsi, incluso l’assorbimento da parte delle piante e l’accumulo in alcuni molluschi marini. La migrazione da pentole, articoli per la tavola e altri materiali a contatto con gli alimenti si traduce in un’altra fonte di nichel nella dieta. L’ingestione di elevate quantità di nichel, o di alcuni suoi composti, causa avvelenamento con conseguenti disturbi gastrointestinali quali vomito, nausea, mal di testa e nei casi più gravi, emorragia gastrica. L’esposizione al nichel e ai suoi composti può incidere oltre che sul rene anche su numerosi altri tessuti ed essere causa di malattie respiratorie, cardiovascolari oltre che renali. L’effetto indesiderato più comune è la sua capacità di indurre reazioni allergiche: il nickel è infatti la principale causa della dermatite allergica da contatto (DAC). Dai risultati del test sarà possibile elaborare una terapia personalizzata che tenga conto anche dei fattori genetici.

 

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